Con l’annuncio di Donald Trump di nuovi dazi sui prodotti importati da numerosi Paesi, tra cui l’Italia e l’intera Unione europea, le relazioni commerciali tra gli Stati Uniti e il resto del mondo stanno subendo un cambiamento radicale. L’adozione di tariffe del 20% su una vasta gamma di beni, e del 25% sulle automobili, ha sollevato preoccupazione in Europa, dove si prevede un aumento significativo dei costi per esportare negli Stati Uniti.
Il presidente degli Stati Uniti ha definito questa mossa come una “liberazione” per l’economia americana, sostenendo che gli Stati Uniti saranno in grado di proteggere meglio i propri interessi commerciali. Tuttavia, la reazione dell’Unione europea non si è fatta attendere: Bruxelles ha avvertito che, se non verranno avviati negoziati per limitare i danni, l’Europa sarà pronta a rispondere con contromisure adeguate.
Anche la politica italiana, tradizionalmente difensiva nei confronti delle politiche commerciali di Trump, ha dovuto fare i conti con la situazione. Giorgia Meloni, pur rimanendo scettica sull’opportunità di introdurre contro-dazi, ha aperto alla possibilità di adottare misure per proteggere l’economia nazionale. Le tariffe sono, infatti, una preoccupazione crescente per i produttori, che rappresentano una parte importante dell’elettorato del suo partito.
L’Unione europea, dal canto suo, aveva già introdotto dazi su alcuni prodotti statunitensi, tra cui acciaio e alluminio, in risposta a precedenti politiche commerciali adottate durante il primo mandato di Trump. Ma ora, con l’intensificarsi della tensione, la Commissione europea ha avvertito che, se non si arriverà a un accordo favorevole, le misure punitive potrebbero essere intensificate.
A fine aprile, è previsto l’avvio di una serie di misure più severe, che potrebbero includere, tra gli altri, dazi sulle grandi multinazionali tecnologiche americane, come Amazon, Google e Microsoft, che rappresentano un settore strategico per gli Stati Uniti. Nel frattempo, gli sforzi diplomatici sono concentrati sul tentativo di evitare un’escalation che potrebbe danneggiare entrambe le economie.
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha ribadito la determinazione dell’Europa a sostenere i settori più colpiti dai dazi statunitensi. In un discorso diffuso sui social, von der Leyen ha assicurato che l’Europa “resta unita” e pronta ad affrontare la “tempesta” economica. Ha anche annunciato l’avvio di dialoghi strategici con i settori siderurgico, automobilistico e farmaceutico, tra gli altri, per affrontare insieme le difficoltà economiche derivanti dalle nuove tariffe.
La presidente della Commissione ha espresso anche solidarietà nei confronti di coloro che si sentono traditi dal più grande alleato commerciale dell’Europa, ma ha sottolineato che l’Unione ha tutte le risorse per superare le difficoltà e proteggere i propri interessi. La situazione resta dunque in evoluzione, con la speranza che i negoziati possano portare a un compromesso prima che le misure punitive diventino ancora più drastiche.