Un’operazione congiunta della Polizia di Stato ha portato all’arresto di tre pregiudicati sospettati di essere coinvolti in una serie di rapine di orologi di lusso, tra cui il colpo a un proprietario di una Lamborghini Urus avvenuto a Milano lo scorso 1 aprile. I tre, tutti residenti a Napoli, sono stati intercettati e posti in stato di fermo in quanto accusati di vari reati legati alla rapina e alla ricettazione.
Due dei fermati, un uomo di 47 anni e uno di 40, sono accusati di rapina aggravata, mentre il terzo, un 58enne, è stato arrestato per ricettazione. Il 58enne, che stava tornando a Napoli con parte della refurtiva, è stato trovato in possesso di orologi di alto valore, tra cui un Audemars Piguet da 30.000 euro e due Patek Philippe da 65.000 e 33.000 euro.
L’operazione ha preso il via quando gli agenti hanno intercettato i due rapinatori, che stavano camminando nel quartiere di Quinto de Stampi, una frazione di Rozzano, situata alle porte di Milano. A riconoscere uno dei due è stato un ispettore della Squadra Mobile, che aveva già arrestato lo stesso individuo in passato per un reato analogo. I due sono stati fermati mentre stavano caricando dei bagagli in un’auto a noleggio, pronti a tornare a Napoli.
Nel frattempo, il terzo complice è stato individuato mentre viaggiava su un taxi. Oltre agli orologi di lusso, aveva con sé anche altri oggetti di valore. Gli scooter utilizzati dai rapinatori sono stati trovati in un luogo diverso, con un apparato Bluetooth impostato sui loro cellulari, che ha permesso alle forze dell’ordine di rintracciarli.
Il colpo più eclatante che ha coinvolto uno dei fermati è avvenuto il 1 aprile a Milano, in piazzale Aquileia. Qui, il proprietario di una Lamborghini Urus, mentre si trovava in sosta, è stato aggredito con la tecnica della “botta allo specchietto retrovisore” e derubato di un orologio Audemars Piguet del valore di circa 30.000 euro.
La vicenda conferma ancora una volta il crescente fenomeno delle rapine a mano armata e il traffico illecito di orologi di lusso, che negli ultimi anni è divenuto un business pericoloso e molto redditizio. Le indagini proseguono, con l’obiettivo di ricostruire completamente la rete criminale che si cela dietro a queste rapine, che vedono coinvolti gruppi ben organizzati in grado di agire con precisione e rapidità.