Le video-denunce del giornalista Pino Grazioli avevano acceso nei giorni scorsi i riflettori su presunte gravi irregolarità all’interno di una casa famiglia per minori di Eboli. Oggi, al seguito delle verifiche attivate dalle istituzioni competenti, le due strutture coinvolte sono state ufficialmente chiuse dall’Ambito Sociale S3 – ASSI, il quale pochi giorni fa aveva dichiarato che era stato in quella struttura poche settimane prima insieme agli esperti dell’ASL e agli assistenti sociali e dai controlli non era emersa alcuna irregolarità.
Questa mattina invece i funzionari dell’ASSI, le assistenti sociali dottoresse Alessandra Scarpa e Chiara Belmonte, i referenti del settore inclusione e il sociologo Francesco Vicino si sono recati sul posto, disponendo la chiusura immediata delle strutture e il trasferimento dei minori presenti in contesti ritenuti idonei garantendo continuità di tutela e assistenza si tratta di una decina di ragazzi accompagnati in nuove strutture di accoglienza, asserendo che la struttura era già sottoposta a controlli.
Alcuni minori non erano presenti al momento dell’intervento in quanto erano stati allontanati nella mattina di ieri dalla responsabile della struttura, i quali rintracciati e presi in carico da prima dal giornalista Pino Grazioli che li ha portati alla caserma dei carabinieri di Ercolano ed in seguito dei servizi sociali territoriali.
Nei giorni scorsi, attraverso dirette social molto seguite, Pino Grazioli aveva raccolto testimonianze di ex operatori ed ex ospiti che descrivevano un quadro definito allarmante: presunta somministrazione impropria di farmaci, condizioni igieniche precarie, cibo inadeguato, carenze di personale qualificato e una qestione ritenuta non conforme agli standard previsti per strutture di accoglienza minorile.
Le accuse sono emerse attraverso testimonianze video e dalle dichiarazioni degli ex operatori della struttura che hanno sporto denuncia, sulle quali ora saranno gli organi competenti a svolgere gli opportuni accertamenti L’intervento tempestivo di ASSI, con il supporto delle assistenti sociali e della professionalità specialistica del sociologo incaricato, ha consentito di mettere immediatamente in sicurezza i minori, offrendo una risposta concreta e coordinata a una vicenda delicata nata sul terreno dei social ma approdata rapidamente all’attenzione istituzionale.
La priorità, fanno sapere dagli ambienti dell’Ambito Sociale, resta la tutela dei ragazzi e il rispetto degli standard di accoglienza, mentre proseguono le verifiche amministrative e tecniche sulle strutture chiuse L’attenzione dell’opinione pubblica resta alta, ma oggi la vicenda registra un primo intervento risolutivo delle istituzioni, a garanzia della protezione dei minori coinvolti.









