Dodici barelle, con tredici pazienti, perché su una erano adagiate due donne, portate all’aperto, in strada e lasciate sotto il sole. Sgombero d’urgenza a causa dell’incendio che ha colpito intorno alle 17,30 l’Ospedale del Mare di Napoli. Le fiamme hanno avvolto un’ala di 8 piani per fortuna colpita solo all’esterno e non ci sono feriti. Un incendio vasto, visibile a chilometri di distanza. Le fiamme sarebbero partite da una catasta di legno sistemata sotto una finestra al piano terra.
Le fiamme hanno bruciato i pannelli esterni dell’alta palazzina. Per spegnerle ci sono voluti 40 vigili del fuoco con diversi automezzi e una botte di 14000 litri d’acqua. «C’era gente che scappava, poi abbiamo visto le fiamme. È stato un incubo», raccontano Assunta e Pina. «Un nostri familiare in dialisi è in barella all’aperto», affermano due ragazzi.
Pazienti portati via dal pronto soccorso e dalla Medicina d’urgenza. Spostati anche i neonati. Sgomberati i reparti dotati di dispositivi per la produzione di ossigeno. In tredici dalla rianimazione sono stati trasferiti in fretta e furia nel blocco operatorio. E questo determinerà inevitabili ricadute sulla funzionalità del presidio.
In tarda serata l’Asl Napoli 1 comuncia che “A valle del sopralluogo condotto dai vigili del fuoco, dai tecnici dell’ospedale insieme alla direzione strategica dell’azienda e ai direttori sanitario e amministrativo dell’Ospedale del Mare, si è potuta accertare la piena agibilità delle divisioni dalle quali erano stati trasferiti, in misura precauzionale, pazienti presso altre strutture dello stesso Presidio. Pertanto, si è proceduto alla riallocazione di tutti i ricoverati nei loro reparti originari”.








