Secondo gli inquirenti, la giudice Rosa Russo, in servizio al tribunale dei minori di Firenze, avrebbe informato i vertici di una cooperativa dell’esistenza di indagini a loro carico e avrebbe omesso di segnalare ipotetiche notizie di reato apprese nello svolgimento delle sue funzioni. Condotte che, per l’accusa, configurano una violazione continuativa e consapevole dei doveri d’ufficio. L’inchiesta riguarda un presunto giro di corruzione legato a diverse strutture di accoglienza per minori disagiati tra Massa, Aulla e Villafranca Lunigiana. Case famiglia che, pur risultando non a norma e sovrannumero, sarebbero rimaste operative grazie a coperture istituzionali. In cambio, politici e funzionari avrebbero ottenuto assunzioni pilotate per conoscenti e familiari all’interno delle strutture gestite dalle cooperative.
Un presunto sistema di corruzione e clientelismo che ruotava attorno alle case di accoglienza per minori ha portato all’arresto della giudice onoraria Rosa Russo del tribunale dei minori. L’accusa è di aver violato in modo sistematico i doveri del proprio ufficio, favorendo cooperative e coprendo irregolarità in cambio di posti di lavoro per amici e parenti. La magistrata si trova ora ai domiciliari, al centro di un’inchiesta dei carabinieri nata a Massa Carra. Secondo gli inquirenti, la giudice Rosa Russo, in servizio al tribunale dei minori di Firenze, avrebbe informato i vertici di una cooperativa dell’esistenza di indagini a loro carico e avrebbe omesso di segnalare ipotetiche notizie di reato apprese nello svolgimento delle sue funzioni. Condotte che, per l’accusa, configurano una violazione continuativa e consapevole dei doveri d’ufficio. L’inchiesta riguarda un presunto giro di corruzione legato a diverse strutture di accoglienza per minori disagiati tra Massa, Aulla e Villafranca Lunigiana. Case famiglia che, pur risultando non a norma e sovrannumero, sarebbero rimaste operative grazie a coperture istituzionali. In cambio, politici e funzionari avrebbero ottenuto assunzioni pilotate per conoscenti e familiari all’interno delle strutture gestite dalle cooperative.
Le condizioni di vita dei minori ospitati emergono come uno degli aspetti più gravi dell’indagine. Secondo gli atti, agli ospiti sarebbe stato fornito cibo di scarsa qualità e, in alcuni casi, i ragazzi avrebbero dormito su giacigli di fortuna. Chi si opponeva alle condizioni imposte veniva, sempre secondo l’accusa,
Un presunto sistema di corruzione e clientelismo che ruotava attorno alle case di accoglienza per minori ha portato all’arresto della giudice onoraria Rosa Russo del tribunale dei minori. L’accusa è di aver violato in modo sistematico i doveri del proprio ufficio, favorendo cooperative e coprendo irregolarità in cambio di posti di lavoro per amici e parenti. La magistrata si trova ora ai domiciliari, al centro di un’inchiesta dei carabinieri nata a Massa Carrara.
L’indagine è partita dagli esposti di ex dipendenti delle strutture. Oltre alla giudice Russo, sono finite ai domiciliari circa dieci persone. Tra cui altri sindaci dipendenti dell’ ASL e dipendenti comunali.









