Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha fortemente criticato il piano di riarmo europeo proposto dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, definendolo una “reazione isterica” ai recenti sviluppi internazionali. Secondo l’ex premier italiano, questa iniziativa non rappresenta una vera minaccia per la Russia, la quale “da decenni sta costruendo un primato militare con tantissime testate nucleari.”
Nel corso di un incontro con la Stampa estera, Conte ha confermato che non parteciperà alla manifestazione per l’Europa prevista per domani, sottolineando che la manifestazione, pur nata con buone intenzioni, si è evoluta in un evento con presenze politiche che spingono per il riarmo e per la guerra con la Russia. “Il M5S non ci sarà. Bisogna essere chiari, in questo momento chiedere più Europa non ha significato. Le istituzioni ufficiali dell’Ue stanno portando avanti un piano di riarmo e, se oggi chiediamo più Europa, approviamo l’operato di queste istituzioni che finiranno per compromettere l’integrazione europea. Lo dico da europeista”, ha dichiarato Conte.
L’ex presidente del Consiglio ha continuato a criticare il piano di difesa europeo, che ritiene sia stato elaborato “in tutta fretta” e che non sia adeguato per rispondere alla situazione attuale. Secondo Conte, il piano, che prevede una spesa di 800 miliardi di euro, è “una follia” e non risponde in modo efficace alle sfide del momento. “Nessuna persona ragionevole dilapiderebbe una montagna di miliardi per avere più armi, mentre gli italiani sono alle prese con l’aumento delle bollette, del carrello della spesa e con una sanità al collasso. Eppure Meloni ha firmato questo disastro sulla pelle dei cittadini”, ha osservato.
Conte ha anche sottolineato che il piano di riarmo non servirà da deterrente nei confronti di Mosca. “Non credo che gli esperti in Russia percepiscano gli 800 miliardi spesi in questo modo come una grande minaccia”, ha affermato. Allo stesso tempo, ha auspicato che questo piano non danneggi i negoziati di pace in corso, “spero di no, sarebbe una conseguenza paradossale”, ha detto.
Il leader dei pentastellati ha anche parlato della divisione all’interno del Partito Democratico riguardo al riarmo, con la segretaria Elly Schlein che guida il gruppo dei contrari. Conte ha espresso apprezzamento per la posizione di Schlein, pur lamentando che al momento del voto al Parlamento Ue, il Pd si sia astenuto, sottolineando invece la compattezza del Movimento 5 Stelle. “Il Pd ha dimostrato di essere un partito ‘troppo plurale’. Quando il tuo leader prende una posizione così chiara, qualche chiarimento adesso andrebbe operato”, ha affermato.
Nonostante le differenze interne, Conte ha visto la contrarietà di Schlein come una “buona premessa” per costruire un’alternativa al governo Meloni da parte delle forze progressiste, aprendo così a una possibile alleanza più ampia.
Sul conflitto russo-ucraino, Conte ha ribadito che la causa dell’Ucraina è giusta e che l’Italia ha supportato Kiev con gli aiuti militari, ma ha anche sollevato preoccupazioni sul fatto che l’Occidente abbia spinto l’Ucraina verso il baratro. “Non vogliamo ammetterlo, ma li abbiamo portati nel baratro”, ha dichiarato. Contestualmente, ha precisato che non intende fare un’affermazione assoluta sulla Russia, ritenendo che non ci sia un unico colpevole. “Putin ha sempre dichiarato che il problema era l’avanzata della Nato, ma non bisogna mai perdere la capacità di dialogo”, ha aggiunto.
Infine, per quanto riguarda Donald Trump, Conte ha evitato di entrare nel merito delle dichiarazioni più controverse del presidente Usa, ma ha sottolineato che, sebbene Trump possa essere irruento, “mi sembra che alla fine la sua posizione sia più razionale di quella iniziale”. Conte ha anche minimizzato l’affinità ideologica tra Giorgia Meloni e Trump, sottolineando che la premier italiana, quando si è trattato di affrontare il conflitto russo-ucraino, ha sempre trovato una posizione di acquiescenza verso le politiche americane, indipendentemente dalla persona alla Casa Bianca.
Le dichiarazioni di Giuseppe Conte mostrano una netta opposizione al piano di riarmo dell’Unione Europea, che considera un’azione frettolosa e non adeguata alla situazione. La sua posizione enfatizza la necessità di negoziati di pace e la contrarietà a un escalation militare, mentre allo stesso tempo ribadisce l’importanza di un dialogo continuo con tutte le parti coinvolte nel conflitto.