Matteo Salvini, leader della Lega e ministro dei Trasporti, ha lanciato un’altra dura critica al presidente della Campania, Vincenzo De Luca, sullo stato della sanità nella regione. Durante un intervento alla Camera, Salvini ha affermato che i cittadini della Campania sono costretti a sborsare centinaia di milioni di euro per farsi curare in altre regioni italiane. A suo dire, questo non è un problema legato all’autonomia regionale o alla Lega, ma piuttosto alla gestione della sanità da parte delle autorità locali, accusando De Luca di non aver fatto abbastanza per risolvere la questione.
Salvini afferma che le regioni dove a governare è la Lega hanno il tasso più alto di ingressi da altre regioni per farsi curare. “È evidente che ci sono problemi in altre regioni dove non si è alla stessa altezza. Non voglio fare nomi, ma venerdì ero in Campania”, ha aggiunto, lasciando intendere che la situazione sanitaria della regione sia particolarmente grave.
Questa frecciata arriva proprio nel momento in cui il governatore De Luca ha rinnovato la richiesta al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, di escludere la Campania dal piano di rientro sanitario, un programma che vincola le regioni a mantenere il bilancio sanitario in equilibrio, ma che secondo De Luca penalizza la sanità campana. “La Campania ha l’equilibrio di bilancio sanitario da 10 anni”, ha dichiarato De Luca, chiedendo che la regione venga finalmente esclusa dal piano di rientro.
Le polemiche tra Salvini e De Luca non sono una novità. Il tema della sanità è stato infatti uno dei principali terreni di scontro tra i due politici. Nel 2021, durante la pandemia di Covid-19, i due si scontrarono pesantemente su temi come l’uso delle mascherine e le vaccinazioni. In quella occasione, De Luca definì le dichiarazioni di Salvini sull’immunizzazione come “irresponsabili”, accusandolo di mettere a rischio la salute pubblica.
Più recentemente, nel 2022, i due si sono scontrati sulla manifestazione organizzata dalla Regione Campania a sostegno dell’Ucraina, che costò circa 300mila euro. Salvini accusò De Luca di spendere somme considerevoli per eventi pubblici mentre la sanità regionale soffriva di enormi problemi, con liste d’attesa e carenze strutturali.
De Luca, intanto, continua a sostenere la necessità di far uscire la Campania dal piano di rientro sanitario. “Il ministero della Salute non ha più alcun motivo per tenere la Campania in piano di rientro”, ha affermato. Secondo il governatore, la Campania ha ormai raggiunto l’equilibrio di bilancio sanitario e non ci sono più ragioni per mantenere in piedi un piano che limita la possibilità della regione di utilizzare i fondi per servizi aggiuntivi ai cittadini. “Il piano di rientro è una misura demenziale”, ha aggiunto De Luca, riferendosi alle restrizioni che il piano impone alle regioni.
Oggi, durante una visita al Policlinico Federico II di Napoli, De Luca ha fatto il punto sui progressi della sanità regionale. Il governatore ha visitato il reparto di Neuroradiologia, la nuova sala parto e il blocco operatorio ostetrico-ginecologico, sottolineando le eccellenze della Campania in ambito sanitario. “Abbiamo realizzato una struttura di alta qualità per la procreazione medicalmente assistita, e ora abbiamo anche un robot chirurgico pediatrico che non esiste in altre parti d’Italia”, ha spiegato.
De Luca ha inoltre parlato di un nuovo investimento di 12-15 milioni di euro per potenziare il reparto di chirurgia cardiaca e polmonare, evidenziando l’impegno della Regione per migliorare la qualità dei servizi sanitari. “Stiamo facendo un lavoro straordinario. La sanità campana è davvero al top in Italia”, ha concluso il governatore.
Il dibattito sulla sanità in Campania, alimentato dalle dichiarazioni di Salvini e De Luca, evidenzia le difficoltà del sistema sanitario regionale. Da un lato, Salvini accusa la giunta De Luca di non aver fatto abbastanza per risolvere i problemi che costringono i cittadini a cercare cure altrove, mentre dall’altro, De Luca difende il lavoro fatto in Regione, chiedendo il superamento del piano di rientro sanitario che, a suo dire, limita le risorse destinate ai servizi sanitari.
Mentre la politica continua a dividersi su come gestire la sanità in Campania, la questione delle lunghe liste d’attesa e dei trasferimenti dei pazienti verso altre regioni rimane un problema concreto per i cittadini campani, che continuano a pagare di tasca propria per ottenere cure adeguate.