La famiglia e il direttivo della Fondazione Domenico Caliendo non parteciperanno alla cerimonia di commemorazione prevista nella giornata di oggi all’ospedale Monaldi di Napoli.
La decisione arriva dopo le dichiarazioni circolate nei giorni scorsi. In una comunicazione ufficiale, la famiglia spiega di aver scelto di non aderire all’invito e di non essere quindi presente all’iniziativa organizzata dall’Azienda ospedaliera dei Colli.
Pur riconoscendo il valore simbolico della commemorazione, i familiari chiariscono che ogni eventuale confronto con la struttura sanitaria è rinviato. L’appuntamento è fissato dopo l’8 aprile, quando l’avvocato Francesco Petruzzi, su delega della famiglia, incontrerà i vertici del Monaldi.
La commemorazione prevede la piantumazione di un ulivo secolare nelle aiuole dell’ospedale, scelta come simbolo di memoria e continuità. L’iniziativa è stata voluta dalla direzione generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli.
Alla cerimonia è prevista anche la partecipazione dell’arcivescovo di Napoli, passaggio che richiama il significato simbolico dell’iniziativa e il tentativo di costruire un momento di raccoglimento condiviso per l’intera comunità ospedaliera. La mattinata prevede infatti anche un momento di preghiera nella chiesa del Crocifisso, con il personale sanitario e i rappresentanti dell’ospedale.
L’ulivo, donato dalla società che gestisce il verde dell’ospedale, è stato presentato come segno di impegno affinché episodi simili non si ripetano e come gesto di vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico.
Intanto prosegue l’inchiesta sulla morte del bambino, avvenuta dopo un trapianto di cuore del 23 dicembre 2025 risultato compromesso perché mal conservato durante il trasporto. Domenico è morto il 21 febbraio. Sono sette le persone indagate per omicidio colposo; tra queste il primario e una sua assistente, per i quali viene ipotizzato anche il falso in relazione a presunte modifiche della cartella clinica.
La Procura ha aperto inizialmente un fascicolo per tentato omicidio, poi riqualificato in omicidio colposo dopo la morte del bambino. L’iter è ancora nella fase delle indagini preliminari. L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha contestato questa impostazione, sostenendo che “per noi è omicidio volontario” e parlando di possibili tentativi di nascondere quanto accaduto. Si attendono ora gli sviluppi degli interrogatori e le posizioni difensive degli indagati.










