In quest’articolo pubblicato dal dott. Manuel Ruggiero dell’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”, si legge di come questa mattina il servizio di emergenza è piombato nel caos più totale. I numeri dell’orrore parlano chiaro: su una flotta di 24 ambulanze e 8 automediche, il deserto. Solo due medici disponibili per coprire un intero territorio.
Questo non è un semplice disservizio, è un azzardo sulla pelle della gente. Decine di chiamate d’emergenza vengono gestite senza un medico a bordo, lasciando i pazienti in condizioni critiche al proprio destino durante la corsa verso l’ospedale.
“Siamo carne da macello”: l’urlo dei soccorritori è straziante. Operare in queste condizioni significa mettere a rischio non solo la vita deqli utenti, ma anche l’incolumità del personale lasciato solo in prima linea a gestire l’impossibile.
Non è più un’eccezzione, è il collasso strutturale. Fino a quando si potrà giocare alla roulette russa con la sanità pubblica?










