Il religioso noto nella comunità ecclesiastica cagliaritana, “Ordine della Beata Maria Vergine della Mercede, frati Mercedari”, al centro di una bufera giudiziaria e mediatica, l’accusa è pesantissima: abusi sessuali che sarebbero stati consumati tra le mura ecclesiastiche.
Il giovane, visibilmente provato, ha deciso di rompere un silenzio durato anni, raccontando un episodio risalente al 2000, avvenuto in una parrocchia di Roma dove Schirru era allora parroco. “Chiese di fare l’amore, si spogliò e cominciò”, ha dichiarato l’uomo, descrivendo l’impotenza e il pianto che seguirono a quella presunta violenza. Un racconto drammatico, avvalorato in studio da un “illustre testimone” che ha ricordato lo stato di shock del ragazzo subito dopo l’accaduto.
Padre Efisio Shirru ha respinto le accuse di violenza, pur non negando un contatto fisico con il giovane. La sua replica ha però suscitato scalpore per la scelta dei termini: “Non ricordo di averlo mai violentato. Al massimo gli avrò fatto il solletico, questo lo ricordo”, ha dichiarato il religioso, minimizzando i dettagli del racconto della vittima con un vago “vediamo un po’…”.
É stato confermato come Provinciale della Provincia Romana dei Mercedari il 5 giugno, nonostante sia in corso una indagine canonica. È vergognoso che si faccia di tutto per insabbiare. Come può il maestro Generale dell’Ordine della Mercede, il P. Osvaldo Vivar Martínez e il Dicastero della Vita Consacrata permettere tutto ciò?
Le accuse vagliate dalle autorità competenti (civili e canoniche), la Cagliari dei fedeli resta in bilico tra sconcerto e incredulità. Il volto che per anni è stato un punto di riferimento spirituale nella Basilica di Bonaria si trova ora al centro di un’inchiesta che tocca i vertici dell’Ordine dei Mercedari, riaccendendo i riflettori sul delicato tema degli abusi nel clero.









