Quattro tentativi di ricominciare da capo, ogni volta infranti dalla violenza psicologica e fisica dei bulli. Ora, il destino di un adolescente segnato da un trauma reiterato è nelle mani del Tribunale per Minorenni, chiamato a decidere su una richiesta straziante dei genitori: il ritorno a casa dalla propria famiglia.
Situazuone emersa alle telecamere del giornalista Pino Grazioli che nel pomeriggio recatosi sul posto ha dato voce allo straziante appello dei genitori del giudice.
La storia di questo ragazzo non è solo una cronaca di bullismo; è la testimonianza di un fallimento collettivo che ha costretto un giovane a una fuga perenne.
Per quattro volte questo ragazzo ha varcato la soglia di una nuova aula con la speranza di essere finalmente al sicuro.
Per quattro volte, quella speranza è stata annientata. Non si tratta di semplici litigi adolescenziali, ma di un accanimento sistematico, all’interno di strutture che dovrebbe tutelare i bambini e i ragazzi che ospitano.
Ma oggi, il quadro è cambiato, dopo l’ennesimo trasferimento in un’altra casa famiglia, l’appello dei genitori dopo aver assistito al declino del figlio in strutture che non hanno saputo lenire le sue ferite, hanno fatto un appello al Tribunale per i Minorenni.
La loro tesi è netta: la vicinanza, l’affetto e il supporto costante di una casa vera sono l’unica terapia possibile per ricostruire ciò che i bulli hanno tentato di distruggere.
Il Tribunale si trova ora di fronte a una decisione complessa. La magistratura deve bilanciare due esigenze fondamentali: garantire l’incolumità psicofisica del ragazzo e valutare se le condizioni ambientali presso la famiglia possano offrire la stabilità necessaria per un percorso di recupero.










