Presidi e camion incolonnati all’uscita autostradale della A1, Caserta Sud nella notte, I camionisti lanciano l’allarme per i costi insostenibili, lavorano in perdita, chiedono l’intervento immediato del Governo.
Un lungo serpente di lamiere e cabine colorate paralizza lo svincolo autostradale di Caserta Sud. Degli autotrasportatori hanno installato un presidio di protesta per accendere i riflettori su una crisi oramai insostenibile: il continuo e inarrestabile rincaro dei carburanti.
La scelta del punto strategico non è casuale. Il nodo di Caserta Sud rappresenta uno degli snodi nevralgici per il traffico merci del Mezzogiorno, cerniera tra l’autostrada A1, le grandi zone industriali del casertano e le arterie verso l’area metropolitana di Napoli.
A testimonianza del clima di tensione e della disperazione che si respira tra gli autotrasportatori, sul posto è intervenuto il giornalista di strada Pino Grazioli, che ha raccolto in diretta le voci e la rabbia dei manifestanti.
Durante la diretta, due camionisti Carmine Coppola e un suo collega Salzano fermi al presidio hanno rilasciato ai suoi microfoni testimonianze crudo-reali sulla situazione: “Non ce la facciamo più, ogni viaggio in autostrada è una perdita netta. Lavoriamo solo per pagare il carburante,” ha dichiarato uno dei conducenti. Gli ha fatto eco il collega al suo fianco: “Siamo qui a Caserta Sud non per creare disagio alla gente, ma perché se non ci fermiamo oggi, domani non avremo più un’azienda da mandare avanti. Il Governo deve ascoltarci subito.” Un appello accorato nel quale hanno ribadito che la mobilitazione contro i rincari dei carburanti non è una lotta di categoria, ma una battaglia sociale che riguarda la vita e le tasche di tutta la collettività.
Alle prime ore di questa mattina riprenderà il presidio di protesta.









